Le “Storie assurde“ di Bobo Rondelli: "Il mio disco? Politically scorrect"

Il 14 giugno è uscita l’ultima ’fatica’ del "figlio del Vernacoliere" livornese: un mix di brani d’autore irriverenti

Le “Storie assurde“ di Bobo Rondelli: "Il mio disco? Politically scorrect"

Le “Storie assurde“ di Bobo Rondelli: "Il mio disco? Politically scorrect"

di Michela Berti

Sono “Storie assurde“ quelle raccontate da Bobo Rondelli nel suo ultimo disco che porta proprio questo titolo. Storie di gente un po’ sopra le righe, le stesse righe che dominano sulla sua inseparabile maglietta a mezze maniche che indossa anche quando lo incontriamo al Parchino del Centro Città di Livorno, nel suo quartiere: Borgo. Canzoni che saranno presentate stasera nel concerto a Montenero nell’ambito dell’evento ’Fuoco di San Giovanni’ organizzato da Vivimontenero e dalla Misericordia.

Bobo, lei stasera presenta i brani del suo ultimo disco.

"Sono insieme al gruppo grossetano ’Musica da Ripostiglio’ con il quale ho registrato questo disco, poi faccio i miei ’ciucchi’ di battaglia, poi ci sarà una sorpresa ma ora non la posso dire sennò non è più una sorpresa. Sono un gruppo di musica un po’ swing, un po’ latina, insomma una formazione acustica di chitarre, contrabbasso, batteria".

Come vi siete conosciuti?

"Un’amicizia, poi sai si dice come sarebbe bello fare qualcosa insieme. Avevo musiche adatte per suonare con loro ed è uscito questo disco riprendendo anche alcuni miei vecchi brani che non mi piacevano per come erano stati registrati, quindi li ho ripescati".

Da qui sono nate “Storie assurde“.

"Uscito senza troppe elaborazioni, suonato d’istinto anche se non è dal vivo. Storie di personaggi reali, soprattutto tragicomiche che potrebbero essere divertenti ma la comicità non è mai del tutto divertente è anche tragica. Un disco se vogliamo divertente, sì, sopra le righe perché sicuramente non c’è un disco uguale a questo. Non ha un genere, c’è un mix di swing, tre quarti, musica da balera, un po’ retrò. Come sono io, del resto".

Suonare d’istinto a lei piace, senza ripetere le cose troppe volte, è così?

"Diciamo buona la prima, anche perché gli studi costano un po’ quindi bisogna fare alla svelta. Mi piace quando c’è istintività, altrimenti mi annoio. E soprattutto serve avere voglia...".

Ma scusi allora come le viene la voglia di cantare?

"Perché poi la notte vado a letto! - sorride, ndr -. È il pubblico che dà la carica e l’entusiasmo, qualcuno poi canta le canzoni, alcune facce sono sorridenti allora dici “via non è così male“. Specie quando vedo qualche giovane che viene, sono contento".

Con le sue canzoni lei riesce a leggere in maniera del tutto originale la realtà. Che cosa vede?

"Questo disco , per esempio, vede che non ci resta che ridere alla fine. Se vogliamo è anche un po’ tragico. In effetti sono storie di personaggi tragicomici, è un disco cabarettistico, fumettistico. Io vedo un senso di inutilità oggi. Sono contrario alle guerre ma le fanno ugualmente; sono contrario a chi votano ma votano uguale. Il senso di inutilità anche di discutere, con questa eccessiva televisione. Forse era meglio quando c’era un canale solo alla televisione, guarda".

Me lei con i social che rapporto ha?

"Io ho problemi sociali, di mio. Altro che social, non mi piace per niente anche se posso capire per andare a raccattare due bimbe, e viceversa sia chiaro. Ecco, questo disco è molto politically scorrect, con la canzone “La chiappona“ qualche donna avrà da ridire. Ma non si può dire più nulla, e questo fa paura. Ecco nelle ’Storie Assurde’ sono anche un po’ vernacolare, uso le parolacce in libertà. Del resto sono figlio del Vernacoliere".