La Guardia di Finanza esce da casa Vannucci
La Guardia di Finanza esce da casa Vannucci

Suvereto (Livorno), 17 luglio 2019 - La guardia di finanza ha effettuato una perquisizione nell'abitazione di Francesco Vannucci a Suvereto, in provincia di Livorno. Vannucci, 62 anni, è uno dei tre partecipanti all'incontro del 18 ottobre scorso all'Hotel Metropol di Mosca dove si sarebbe avviata una trattativa per una compravendita di petrolio russo con la garanzia di un finanziamento illecito da 65 milioni di euro a favore della Lega.

Al vertice di Mosca era presente anche Gianluca Savoini, fondatore e presidente dell'associazione Lombardia-Russia, nonché ex portavoce di Matteo Salvini, ora indagato per corruzione internazionale nell'inchiesta avviata dalla Procura di Milano.

L'arrivo della Guardia di Finanza ha interrotto la tranquillità e il silenzio del paesino della Val di Cornia, una settantina di km a sud di Livorno. La perquisizione è iniziata intorno alle 16.30 ed è terminata intorno alle 20.30, dunque quattro ore.

Gli investigatori dopo circa un'ora di attività all'interno della casa, presente lo stesso Vannucci e pure l'anziana madre, sono usciti all'esterno ispezionando anche il giardino, le cantine, le auto e un casotto in legno degli attrezzi posto ai margini della proprietà. Vannucci ha accompagnato i militari in tutti i momenti del sopralluogo interloquendo con le loro richieste di chiarimento.

Per alcuni istanti, insieme a una investigatrice delle Fiamme Gialle, è uscita all'esterno anche l'anziana madre di Vannucci. La donna ha accompagnato la militare a una rimessa della casa accessibile dall'esterno. «Mio figlio ha solo lavorato nella sua vita, non siamo abituati a tutto questo», ha detto la madre alla investigatrice.

Visionati anche i bidoni della raccolta differenziata posti sul patio della casa. Poi dopo circa una ventina di minuti di questa attività esterna, i finanzieri sono tornati con Vannucci dentro l'abitazione.

Stando alle poche informazioni trapelate in ambienti giudiziari milanesi (gli inquirenti mantengono il massimo riserbo) Vannucci e Gianluca Meranda, il terzo italiano presente al vertice moscovita, non sarebbero indagati. Sono comunque in corso accertamenti per valutare la loro posizione alla luce delle ultime novità emerse in questi giorni.

"Il Francesco del Metropol sono io", aveva scritto in un'email inviata all'Adn Kronos Francesco Vannucci nella giornata di martedì 16 luglio. Rivelando appunto la sua identità e ammettendo la sua presenza alla riunione. La scheda: Vannucci fondò il Pd a Suvereto.

E sul caso fondi neri il premier Giuseppe Conte è chiaro: lui riferirà in Parlamento. «E' stato chiesto anche a me di riferire e io riferisco, perché quando le forze parlamentari chiamano, il governo risponde. Per la trasparenza nei confronti dei cittadini e dei rappresentanti dei cittadini ho una concezione sacrale del Parlamento e delle istituzioni». L'informativa è stata annunciata per il 24 luglio in Senato. 

Intanto sul leader della Lega Matteo Salvini è grande la pressione delle forze politiche, che chiedono che il Ministro dell'Interno riferisca in Parlamento sui presunti fondi neri. E lui replica: "In Parlamento ci vado a rispondere di cose reali. C'e' un'inchiesta? Vada avanti l'inchiesta. Chiudano l'inchiesta - ha proseguito Salvini - siamo assolutamente tranquilli. Aspettiamo con ansia la chiusura".

Salvini ha detto inoltre di non essere preoccupato, "anzi oggi è una bella giornata in fatto di risultati di lotta a mafia, camorra e 'ndrangheta con le operazioni delle nostre forze di polizia che sono il top mondiale". A proposito poi del possibile coinvolgimento di suoi collaboratori nell'inchiesta milanese, Salvini ha commentato: "Se c'e' un reato sono intransigente, se ci sono chiacchiere no".