
Giancarlo Dionisi, il nuovo prefetto di Livorno (Foto Novi)
Livorno, 19 luglio 2024 - Si è insediato il 15 luglio e dopo tre giorni ha subito voluto incontrare i giornalisti. "Perché il ruolo della stampa è fondamentale per far conoscere quello che facciamo e quello che vogliamo fare". Si presenta così Giancarlo Dionisi, 64 anni, il nuovo prefetto di Livorno.
Al suo fianco Edoardo Lombardi, vicario del prefetto, e il capo gabinetto Marinella Iodice. “Non sarò un uomo solo al comando, per me è fondamentale la squadra. Più siamo, meglio è”. Parole che incorniciano subito la mission del neo prefetto, arrivato dalla Sardegna con la moglie e intenzionato a vivere a tutto tondo Livorno e la sua provincia "Gente schietta, mi è piaciuta subito". Non un incarico di passaggio, dunque, ma la voglia di mettersi in gioco: dalle vertenze sul lavoro alle sfide sulla sicurezza, dal sociale agli sbarchi dei migranti “servirà migliorare la logistica affinché l’accoglienza sia la migliore possibile".
Massima apertura alle manifestazioni politiche e sociali nell’ambito di quelle che sono le norme e le prassi per prevenire forme di violenza. Non agirà per sentito dire, ma entrerà in ogni tematica sociale, perchè "lo Stato deve fare questo, deve entrare nelle questioni e risolvere i problemi. Con tutti i soggetti: sindaco, presidente della Provincia, vescovo, organizzazioni sindacali e datoriali. Questo è il mio cellulare, chiamatemi. Io sono un prefetto h24, sette giorni su sette".
"Io vengo dalla Sardegna dove il turismo è una delle principali attività, quindi è un settore da valorizzare anche qui" spiega. Dionisi è amico di Paolo Rossi e ha sentito fugacemente l’ex prefetto Paolo D’Attilio, ma ha fatto capire che, scevro da condizionamenti, si fida solo dei buoni consigli che arriveranno da Lombardi e dalla Iodice. Ed è con queste premesse che affronterà i temi scottanti come le prossime sfide in porto.
"Dove ci sono i soldi c’è la mafia" ha detto il prefetto ricordando le parole del giudice Falcone "con il quale ho avuto il privilegio di lavorare". Livorno e il suo porto - dove i traffici di droga sono la priorità della Guardia di Finanza - che ospiterà la più grande piattaforma Europa dovranno essere super sorvegliati. Così come massimo sarà l’impegno su partite scottanti come il rigassificatore e le acciaierie di Piombino: "Ho ottimi rapporti con il ministero - ha detto il prefetto -, il lavoro va difeso". Idee chiare dunque, sulle problematiche e soprattutto sull’obiettivo: "Benessere collettivo. Una società può difendere e riconquistare valori democratici solo se nessuno rimane indietro".