Costrinse marinaio a buttarsi in mare per evitare il controllo, condannato

Livorno, il fatto risale al 2016. Esulta la Cgil: “E’ la prima volta che viene applicata questa norma al settore della pesca”

La conferenza stampa dopo l'arresto

La conferenza stampa dopo l'arresto

Livorno, 19 marzo 2024 – Condannato per aver costretto, nel 2016, un marinaio a gettarsi in mare dal peschereccio sul quale stava lavorando abusivamente per evitare i controlli di una motovedetta della Capitaneria di porto. L’uomo era imputato anche per aver fatto successivamente pressione sul marinaio affinché rilasciasse una testimonianza mendace. Il giudice del Tribunale di Livorno nell'udienza del 18 marzo ha condannato l'imputato ad una pena di 1 anno e due mesi, sospesa a patto che siano pagati i risarcimenti dovuti.

Nel quadro delle indagini è emerso inoltre con chiarezza un diffuso quadro di sfruttamento verso il marinaio e altri che lavoravano sul peschereccio. Non basta, l'imputato corrispondeva ad almeno 4 lavoratori extracomunitari impiegati sul proprio peschereccio retribuzioni palesemente difformi dai Ccnl e in ogni caso inadeguate alla quantità e tipologia del lavoro svolto. Retribuzioni inferiori a quelle di altri lavoratori di nazionalità italiana impiegati nel medesimo peschereccio, violando la normativa in fatto di ferie, orario di lavoro, riposo settimanale.

"Bene che trionfi la giustizia - commenta Antonio Pucillo, capo dipartimento pesca della Flai Cgil - una vittoria che ha visto la Flai Cgil di Livorno, con l'allora segretario generale Michele Rossi, costituirsi parte civile nel 2019, ritenendo che le condotte dell'imputato danneggiassero anche la stessa organizzazione sindacale, da sempre in prima linea nella difesa dei diritti dei pescatori. Un abuso verso il lavoro e il lavoratore punito anche grazie all'instancabile impegno degli avvocati Del Carlo e Toni. Un ringraziamento alla Flai Toscana, alla Cgil Toscana, a Libera che non hanno mai lasciato solo il marinaio gettato a mare in tutti questi anni con un sostegno morale e materiale. E' il primo caso del genere in un settore come quello della pesca che va giustamente attenzionato".