Protocollo Zeus contro la violenza, come funziona il piano comunale

Livorno, associazioni e Asl coinvolte nel progetto illustrato dalla vicesindaca Libera Camici

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Livorno, 6 gennaio 2023 – L’importanza di agire sulla prevenzione rispetto alla piaga della violenza di genere, di vittime di stalking, di violenza domestica o cyberbullismo, con strumenti (anche e soprattutto normativi) tesi a immettere in un percorso di recupero gli uomini maltrattanti, seppur "non obbligatorio".

Va in questa direzione la delibera di giunta approvata il 29 dicembre che sostanzialmente dà mandato al sindaco "nei prossimi giorni" di procedere alla sottoscrizione del Protocollo Zeus promosso dalla Questura di Livorno. Uno schema di protocollo che coinvolge soggetti istituzionali e associazioni di settore tra cui la Aps ‘Lui Livorno’ e Psicosfera, oltre all’Usl Toscana Nord Ovest, mirato a incrementare e rafforzare ulteriormente la rete territoriale di sostegno in città alle donne vittime di violenza.

"Tutto parte dalla segnalazione di una vittima alle forze di polizia - spiega la vicesindaca Libera Camici, le cui deleghe comprendono anche le pari opportunità -. Dalla relazione redatta, la Questura valuta se emettere l’ammonimento all’autore della violenza. Una misura cautelare non ancora di natura penale, ma che ha in dote una essenziale funzione preventiva. Questo perché il Protocollo Zeus consente alla Questura di richiamare il soggetto segnalato per un contatto visivo, fondamentale come ha illustrato in vari incontri la questore Stellino. Un colloquio a garanzia di anonimato, che vuole anche tutelare il maltrattante, mirato a sequestrare armi eventualmente possedute, e che consente la presa in carico più celere di situazioni che meritano di essere attenzionate".

Il vero elemento di novità introdotto dal Protocollo Zeus consiste nell’indicazione nella lettera di ammonimento del luogo, ora e data in cui il soggetto violento è invitato a presentarsi presso una delle associazioni impegnate nei vari centri per i percorsi di recupero.

"L’ammonimento non dà luogo all’obbligatorietà dell’incontro in uno dei centri individuati - aggiunge Camici -, ma senz’altro rafforza l’azione della Questura perché è in grado così di monitorare il maltrattante. Il fatto di essere già stato individuato, e di fissare già un appuntamento tendenzialmente spinge il soggetto a presentarsi. E la Questore ha rimarcato l’efficacia del Protocollo perché negli anni consente di abbassare la percentuale di recidiva dei soggetti ammoniti. Segno evidente che agire preventivamente può aiutare a non sfociare in un reato conclamato".

Da gennaio 2023, secondo numeri forniti dal Comune, 796 sono stati gli accessi nei centri antiviolenza Ippogrifo (565) e Randi (231), all’indomani dell’ordinanza emessa dalla Procura che ha disposto il divieto di avvicinamento a non meno di 500 metri per un 28enne operaio livornese, forzato quindi al braccialetto elettronico, nei confronti dell’ex fidanzata, dopo la denuncia presentata per stalking.

di Francesco Ingardia