MONICA DOLCIOTTI
Cronaca

“Scuole aperte a macchia di leopardo, sicurezza e sorveglianza non garantite”

Livorno, i rappresentanti degli studenti dei licei Cecioni ed Enriques hanno scritto un documento di protesta. Contestato anche il numero chiuso alle superiori con il più alto numero di alunni: “Ecco la nostra lotta”

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Livorno, 18 novembre 2023 – I rappresentanti degli studenti del Liceo Cicioni e Liceo Enriques hanno firmato insieme un documento per contestare le condizioni di apertura delle due scuole durante lo sciopero generale (indetto a livello nazionbale da Cgil e Uil) di ieri mattina contro la manovra economica del Governo e a sostegno degli investimenti anche nel settore della pubblica istruzione e dell’edilizia scolastica. Proprio Cecioni e Enriques simboleggiano le carenze strutturali delle scuole.

Hanno scritto i rappresentanti degli studenti: "I licei Cecioni e Enriques sono rimasti aperti nonostante la massiccia adesione allo sciopero del personale ata, rendendo vano lo sciopero di molti docenti e custodi e trasformando gli edifici scolastici in spazi carenti di sicurezza per i pochi studenti entrati". Per l’Enriques "sono rimaste chiuse le succursali di Porta a Mare e via Goldoni perché il personale di turno ha aderito allo sciopero. Anche nella sede di via della Bassata in orario di entrata non erano presenti i collaboratori scolastici. Nonostante questo, dopo una verifica dei docenti presenti alla prima ora, è stato affisso un cartello su cui erano scritte le classi che dovevano entrare, mentre alle altre è stato chiesto di tornare alla seconda ora per verificare la presenza del docente di turno e eventualmente entrare. Abbiamo avuto così un colloquio con il preside. Crediamo che sicurezza e sorveglianza di una classe a scuola, non possa essere scaricata sui professori".

Al Cecioni "abbiamo chiesto spiegazioni alla presidenza sull’apertura della scuola durante lo sciopero. – hanno riferito i rappresentanti di istituto tra i quali Isola Scarpellini – che ha risposto affermando che con la presenza di almeno tre collaboratrici scolastiche la scuola sarebbe rimasta aperta e gli alunni avrebbero dovuto autosorvegliarsi e fare affidamento sui professori. Tutto ciò è inaccettabile. Oggi (ieri, ndr) come negli anni passati, abbiamo avuto la conferma che garantire la sicurezza degli alunni non è la priorità, come non è priorità per le istituzioni tutelare il corretto andamento delle scuole pubbliche". A questo riguardo i rappresentanti degli alunni hanno precisato: "La proposta ventilata di istituire il numero chiuso al Cecioni e all’Enriques, carenti di spazi, ne sono la riprova. Lottiamo per una scuola giusta, sicura, accessibile a tutti".

Il preside del Cecioni professor Rino Bucci, interpellato da La Nazione, ha confermato: "L’apertura del Cecioni durante sciopero è stata garantita con sufficiente personale". Sui cinque moduli prefabbricati noleggiati dalla Provincia per ospitare altrettante classi ha detto: "Non sono arrivati". E per dotare i moduli di servizi igienici "sarà realizzata una passerella coperta collegata alla sede centrale". Sul numero chiuso: "Sarà fatto di tutto per accettare più alunni possibile". Il sindaco Luca Salvetti, ha lanciato una proposta: "Il Comune offre alla Provincia la scuola volano a Corea per ospitare 4 o 5 classi di Cecioni, o Enriques. V aluti se è una soluzione adeguata".

di Monica Dolciotti