Teoria gender, bagarre in consiglio: respinta la mozione sul progetto

Lega contraria al piano “Rosa Celeste Arcobaleno-Educare al genere” per le scuole. La vicesindaca Camici: “Tutela delle pari opportunità (tutte) e prevenzione delle discriminazioni”

Ghiozzi (Lega)
Ghiozzi (Lega)

Livorno, 16 gennaio 2024 – A Livorno una mozione bocciata con 16 voti contrari e 4 favorevoli, ma dalla richiesta destinata a far rumore: "La sospensione immediata nelle scuole comunali di ogni ordine e grado del progetto ‘Rosa Celeste Arcobaleno - Educare al genere’", previo "ritiro dalle scuole di libri e materiali che promuovono la cosiddetta "teoria del gender", considerata un pericolo per i bambini". La Lega a Palazzo Civico torna in assemblea dopo la pausa natalizia e infervora il dibattito - già caldo di suo per il dossier inceneritore - con un atto in realtà protocollato a inizio consiliatura, il 2 ottobre 2019, più e più volte inserito e rimosso dall’ordine dei lavori, quindi, che condanna un progetto varato dalla giunta 5Stelle, "rivendicato con orgoglio" dalla capogruppo Sorgente, strutturato in più parti e mirato a connettere già dall’infanzia i genitori coi centri dell’infanzia, nidi (comunali, privati, convenzionati), scuole primarie, sui modelli educativi.

"Tali teorie - espone Ghiozzi, capogruppo del Carroccio e primo firmatario dell’atto -, mascherandosi come "educazione alla parità di genere", in realtà molte volte sembrano trattarsi di mera propaganda e di una volontà di annullare l’identità sessuale di ogni singolo individuo. Teorie, non solo contrarie al diritto naturale, ma anche anti scientifiche in quanto l’umanità è sempre stata caratterizzata dalla differenza morfologica fra individui appartenenti alla stessa specie ma di sesso differente, maschio/femmina".

Secca la replica della vicesindaca Camici: "Una mozione intempestiva per il contesto storico che stiamo vivendo. Non c’è minimamente l’idea e la conoscenza base delle attività promosse all’interno dei nostri servizi educativi e nelle scuole della città. Preciso che il progetto non è attualmente portato avanti, ma mi sento di tranquillizzare i proponenti della mozione: l’impianto pedagogico e culturale dei servizi educativi 0-6 anni all’infanzia hanno tra gli elementi essenziali del progetto educativo la tutela delle pari opportunità (tutte), e attenziona in modo particolare l’educazione di genere quale strumento efficace per prevenire discriminazioni e accompagnare uno sviluppo di bambini e bambine liberi da stereotipi, incoraggiando il gioco spontaneo. Ritengo tendenzioso e offensivo - aggiunge - pensare che le insegnanti e le educatrici adoperino i contesti laboratoriali, di sostegno alla genitorialità e gli spazi educativi per condizionare in modo occulto una scelta/costruzione identitaria necessariamente non coerente col sesso biologico. Siamo convinti che il contesto educativo e scolastico deve garantire a tutti di sentirsi rappresentati, narrati e liberi di fare le proprie esperienze di crescita. Invece di preoccuparvi per una teoria del gender, per la quale non esiste alcuna prova scientifica della sua esistenza, dovreste preoccuparvi dell’arretratezza del nostro paese in materia di tutela dei diritti e lotta contro le discriminazioni, cosa che abbiamo fatto, stiamo facendo e continueremo a fare".

di Francesco Ingardia