Monica Dolciotti
Cronaca

Visite mediche, agende chiuse. Unica difesa: l'intramoenia rimborsabile

Una legge del 1998 obbliga le Asl a pagare le spese dei pazienti costretti a ricorrere alla libera professione

Non si scioglie il nodo delle liste di attesa

Non si scioglie il nodo delle liste di attesa

Livorno, 10 giugno 2024 - Agenda per le prenotazioni delle prestazioni sanitarie inesorabilmente ancora chiusa a Livorno (zona ex Usl) da oltre tre mesi. Le prestazioni che siamo andati a monitorare sono le stesse che abbiamo segnalato tra il 13 e 14 maggio: una rx rachide dorsale. La risposta del Cup anche mercoledì 5 giugno è stata "agenda chiusa". Ovvero: ripassare sperando di essere più fortunati.

Altro tentativo: la seconda prestazione è una visita cardiologica con elettrocardiogramma. Abbiamo chiesto se c’era posto il 5 giugno e dal Cup la risposta come al solito è stata : "Agenda chiusa. Riprovi, intanto la mettiamo in lista". Il 13 maggio tentammo addirittura la scorciatoia dell’intramoenia: ovvero la visita cardiologica con ecg con un medico specialista dell’ospedale di Livorno che esercita anche la libera professione tra le mura del del presidio di viale Alfieri. Chiamando il numero unico della Usl 0585 498003 per l’intramoenia , ci fu detto che per "il cardiologo scelto il primo posto disponibile è il 30 luglio". Questa volta abbiamo scelto la prenotazione ordinaria e le porte sono rimaste sbarrate: "Agenda chiusa. Chiameremo noi". Gli utenti alle prese con questo grave disservizio, cosa possono fare? Una segnalazione inviando una mail all’indirizzo: urp.livorno@uslnordovest.toscana.it. In alternativa rivolgersi al Tribunale dei diritti del malato, scrivendo a pitsali@libero.it. O recarsi allo sportello in ospedale il martedì e il giovedì dalle 9 alle 12.

Sul sito dell’Azienda si legge che "in Toscana la prenotazione della prestazioni sanitarie avviene sulla base dell’attribuzione alle Classi di Priorità: U=urgente, B=Breve, D=Differibile, P= Programmata. Se indipendentemente dall’urgenza, il paziente non ottiene una risposta nei tempi previsti per legge, c’è una scappatoia che pochi conoscono: il Dlgs 124 del 1998 che consente ai cittadini di chiedere alla Asl di pagare la prestazione in intramoenia, qualora non fosse possibile (il più delle volte) accedere in tempi ragionevoli a quelle del servizio pubblico. Il cittadino alla fine pagherebbe solo il ticket (salvo esenzioni) invece della parcella del professionista in intramoenia. Ma deve esibire la prenotazione del servizio sanitario pubblico fatta tramite Cup. Di questa opportunità si è occupato anche ’Il Sole 24 Ore’ il 7 maggio, ricordando che "le liste d’attesa sono il nemico numero uno dei pazienti, tanto che circa 3 milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi nel 2023 a causa di attese troppo lunghe".