Livorno, 14 aprile 2018 - Sapevamo che avremmo sofferto. Ma nessuna vittoria è mai più gradita quando arriva dopo aver dato tutto. Il Livorno non aveva alternativa: doveva battere il Pisa e l'ha battuto, per tenere i giochi ancora aperti. Era necessario incamerare tre punti per tonificare di nuovo un ambiente andato in crisi, diciamocelo. Cambi di allenatori, litigi, polemiche. A tutto questo si risponde con i fatti, come chiedevano giustamente i tifosi che pagano il biglietto e spendono per le trasferte. I fatti ci sono stati: la squadra si è battuta, ha ringhiato, ha anche subìto e rischiato, come ci si aspettava perché in ogni caso un derby è sempre un derby. Ma il Livorno ha cercato la vittoria, l'ha voluta a tutti i costi e l'ha conseguita. Ha saputo difenderla, quando le forze ormai si stavano esaurendo. Orgoglio amaranto, abbiamo fatto di necessità virtù. E i tifosi sono stati grandiosi, immensi con le loro bandiere, i loro striscioni, i loro cori. Tifosi da dieci e lode.

Poi c'era un altro importante motivo, per vincere contro il Pisa. C'era da ricordare degnamente Piermario Morosini, che proprio il 14 aprile di sei anni fa moriva sul campo a Pescara con la maglia amaranto addosso. Morosini è sempre con noi, in ogni partita, al 'Picchi' e fuori. E stavolta ci ha dato sicuramente una mano. C'era anche lui, ne siamo sicuri. Il tempo passa, certi amori no.

Alessandro Antico