Livorno, 9 luglio 2018 - "Arriveranno dei momenti difficili. Se tutte le componenti resteranno unite potremo toglierci grandi soddisfazioni: mi riferisco a squadra, staff, dirigenti, tifoseria e giornalisti". Così Cristiano Lucarelli alla presentazione del suo nuovo incarico di capo allenatore del Livorno Calcio. Un ingaggio che, spiega Lucarelli "è avvenuto con una telefonata di sei secondi con il presidente Spinelli. Non ho avuto neanche il tempo di dire sì o no", sorride il neo-tecnico.

Che dopo tante panchine di serie C arriva al piano di sopra, con la squadra che da calciatore lo ha lanciato in serie A. Che gli ha permesso di indossare l'amaranto in grandissimi palcoscenici, anche europei. "Sono un esordiente nella serie cadetta - dice - ma mi porto dietro una dotazione di circa 200 panchine in serie C. Spero di riuscire ad avere una carriera importante". Una presentazione in grande stile, fatta sul prato del Picchi, con la tribuna coperta completamente gremita di tifosi. 

Quale sarà il modulo di base? "Non sono un integralista ma posso dire che il ruolo naturale del Livorno è quello del 3-5-2, è nel nostro Dna. Certo dipenderà anche dai giocatori che arriveranno, ma penso che possano esserci belle sorprese nelle prossime 48 ore". Lucarelli sa di vestire un ruolo scomodo, "forse il più precario nel calcio - dice - Anche quando vince, l'allenatore deve pensare a chi non ha giocato in quella partita, a gestire il gruppo". Accanto a Lucarelli, che si presenta molto elegante con vestito scuro e cravatta, c'è Igor Protti, "Che penso mi saprà aiutare molto in questa avventura", dice Cristiano.

Che sogna "una squadra fatta solo di giocatori livornesi, nati a Livorno, come accade in alcune realtà europee". 

Per quanto riguarda la preparazione atletica, "porto con me un preparatore atletico molto esperto, con me a Catania, Alberto Bartali, che ha lavorato anche con Spalletti allo Zenit. A Catania, pur con una squadra non giovanissima, siamo riusciti a correre fino all'ultimo". Un Lucarelli a vita nel Livorno? "Ci vorrebbe un mago per capirlo. Ma è giusto partire con un anno, senza opzioni sul rinnovo, alla fine di questa stagione con la società faremo le scelte più opportune. Ora pensiamo a riprenderci lo spazio nel calcio che conta".