Roberto Spinelli
Roberto Spinelli

Livorno, 21 aprile 2021 - Dopo mesi di silenzio, torna a parlare Roberto Spinelli, ex amministratore delegato del Livorno, partendo dalle trattative. "A breve i soci dovrebbero ricevere una proposta da Popovic – spiega Spinelli –, mentre per quanto riguarda la ‘letterina’ di Favilla è molto difforme da quanto detto e concordato in assemblea dei soci. Heller aveva detto che Favilla avrebbe messo 2,5 milioni contestualmente al ripianamento dei debiti da parte degli altri soci. Una soluzione accettata dai piemontesi e da mio padre".

Qual è la situazione debitoria del Livorno? Di chi sono le responsabilità?
"In una società ci sono debiti e crediti. La cessione è avvenuta in maniera trasparente e presentava tra debiti e crediti un disavanzo di di 1,5 milioni, 250-300mila euro a socio. Oltre ai calciatori e alla società, compravano anche i terreni di Fauglia. Il Livorno Calcio, visto che solo Presta ha messo qualche soldo, sta andando avanti con i crediti della serie B".

Chi sta mettendo soldi veri?
"Li hanno messi solo mio padre e Presta, poi sta andando avanti con i contributi della B della nostra gestione".

Che fine hanno fatto i soci?
"Sono lì, ma non adempiono a quello che dovrebbero fare, ovvero immettere soldi freschi ogni mese".

E Navarra?
"Se mio padre volesse tutelarmi, non dovrebbe pagare i debiti della gestione Navarra: ha messo soldi per pagare ottobre e novembre...".

Cosa avrebbe fatto di diverso da Navarra?
"Innanzitutto non avrei litigato con i soci e con la banca che doveva dare la fideiussione. Infine, visto che non aveva altre fideiussioni, non avrei venduto tutti i calciatori: tenendo Gonnelli, Gasbarro, D’Angelo e Rizzo, non avremmo avuto bisogno di comprarne altri e non avremmo preso punti di penalizzazione. Avrei chiamato subito un aumento di capitale il giorno della vendita, quando tutti erano disponibili a mettere 1 milione nel Livorno".

A dicembre avete provato a prendere il 34% dei piemontesi?
"Prima dell’assemblea dei soci abbiamo chiesto a Navarra di prendere a metà le quote dei piemontesi. Lui ha detto che prendeva il 20 e noi il 14, ma noi dovevamo mettere il 50% di tutto e quindi è finita lì".

Perché avete venduto a questi imprenditori?
"La piazza chiedeva la nostra uscita, la banca garantiva, poi hanno iniziato a litigare e tutto è finito a rotoli. Mi chiedo perché si siano avvicinati al Livorno".

Non sarebbe stato meglio far fallire il Livorno a dicembre?
"Non credo. Spero che arrivi una persona come il signor Popovic che prenda a cuore il Livorno come ha fatto la mia famiglia per 22 anni".

Igor Vanni